
Vivendi non è più un conglomerato media. Dalla scissione di fine 2024, il titolo assomiglia a una società di portafoglio di cui l’unico attivo operativo rimane Gameloft, mentre il resto è costituito da partecipazioni in Canal+, Havas e Universal Music Group. Analizzare questa azione significa quindi valutare uno sconto di holding su attivi quotati separatamente, e non scommettere sulla crescita organica di un gruppo integrato.
Sconto di holding Vivendi: ciò che i corsi attuali non riflettono
Osserviamo un fenomeno classico di sconto di holding, ma spinto a un grado insolito. Vivendi detiene partecipazioni in entità ormai quotate, la cui somma delle quote supera la capitalizzazione di mercato del gruppo. La valutazione intorno ai 2,2 miliardi di euro mostrata su Euronext Paris rimane nettamente inferiore al valore di ricostruzione del portafoglio.
Il PER stimato per il 2026 si aggira attorno a 31, un livello elevato per una holding senza leva operativa diretta. Il rendimento del dividendo si attesta intorno all’1,8%, il che non è sufficiente a compensare il rischio specifico del dossier. L’ultimo dividendo distribuito ammontava a 0,04 euro per azione.
Per chi cerca un parere su Vivendi in borsa, la questione centrale non è la qualità degli attivi sottostanti, ma la capacità del mercato di assorbire questo sconto in un contesto giuridico incerto.
Rischio normativo e battaglia legale Bolloré-Vivendi
Il dossier Vivendi è indissolubile dal contenzioso attorno a Bolloré SE. La questione di un OPA obbligatoria da parte di Bolloré SE alimenta le speculazioni dalla rivelazione di un’email inviata all’AMF nel 2017. Questa lettera lascia intendere che Bolloré consolidava pienamente la sua partecipazione in Vivendi nei suoi conti, il che potrebbe caratterizzare un controllo di fatto che darebbe diritto a un’offerta obbligatoria.

La corte d’appello deve emettere la sua decisione all’inizio di luglio 2026. Si delineano due scenari:
- Se il controllo di fatto viene riconosciuto, Bolloré SE potrebbe essere costretta a lanciare un’OPA sul flottante. Il corso salirebbe verso il valore dell’attivo netto rivalutato, offrendo un potenziale di rivalutazione marcato per gli azionisti di minoranza.
- Se la corte respinge l’argomento del controllo, il titolo perderebbe il suo principale catalizzatore rialzista a breve termine. Lo sconto di holding si mantenerebbe, anzi si amplierebbe, in mancanza di prospettive di cristallizzazione del valore.
- Esiste un terzo caso intermedio: un rinvio o una richiesta di perizia complementare prolungerebbe l’incertezza di diversi mesi, mantenendo il titolo in un intervallo ristretto attorno ai livelli attuali.
Alcuni analisti raccomandano già di alleggerire o vendere dopo l’aumento recente, ritenendo che una parte del recupero dello sconto sia già integrata nei corsi. Il titolo rimane classificato in liquidità e volatilità elevate su Euronext Paris, il che lo rende adatto al trading ma rischioso in portafoglio lungo.
Sentenza del Tribunale dell’UE sul riacquisto di Lagardère: impatto sulla strategia Vivendi
Un elemento passato relativamente inosservato nelle analisi di massa merita un’attenzione particolare. Il Tribunale dell’Unione europea ha respinto il ricorso di Vivendi contro la Commissione europea nell’inchiesta sul riacquisto di Lagardère. La sentenza conferma che i regolatori possono richiedere tutte le informazioni necessarie in questo tipo di dossier, validando un approccio intrusivo alla sorveglianza antitrust.
La conseguenza pratica è diretta: qualsiasi operazione futura di crescita esterna o di ristrutturazione di attivi da parte di Vivendi sarà soggetta a un esame rafforzato. Per un gruppo la cui creazione di valore si basa precisamente sull’arbitraggio e il riposizionamento delle partecipazioni, questa costrizione pesa sulla flessibilità strategica a medio termine.
Gameloft rimane l’unico attivo operativo in proprio. Il suo contributo ai risultati consolidati rimane modesto rispetto alle partecipazioni quotate. La capacità di Vivendi di estrarre valore dal suo portafoglio dipende quindi maggiormente da decisioni di mercato (cessioni, distribuzioni eccezionali, semplificazione della struttura) che dalla performance operativa.
Profilo di rischio e posizionamento in un portafoglio azionario
Vivendi è idonea al PEA e al SRD, il che consente sia il portafoglio in un’involucro fiscale sia le strategie direzionali a leva. Il titolo è inoltre soggetto alla tassa sulle transazioni finanziarie.
Il profilo dell’azione si riassume in alcune caratteristiche tecniche:
- Volatilità elevata unita a una forte liquidità, il che facilita l’ingresso e l’uscita dalla posizione ma espone a movimenti bruschi su catalizzatori giuridici.
- Un flottante significativo di fronte a un azionista di riferimento (gruppo Bolloré) le cui intenzioni rimangono il principale motore del corso.
- Una performance recente sostenuta quasi esclusivamente dalla speculazione sull’OPA obbligatoria, e non da un miglioramento dei fondamentali operativi.
Raccomandiamo di considerare Vivendi come una posizione tattica e non come un investimento di convinzione a lungo termine. Il rapporto rendimento/rischio non giustifica un peso significativo in un portafoglio diversificato finché la decisione della corte d’appello non è nota.
L’azione Vivendi in borsa si rivolge oggi a investitori capaci di sopportare una forte asimmetria informativa e pronti ad adeguare rapidamente la loro esposizione. La decisione attesa all’inizio di luglio 2026 costituisce il prossimo punto di inflessione. Prima di questa data, qualsiasi posizione rientra nella scommessa su un evento binario, il che, per definizione, non rientra in una logica di allocazione patrimoniale ragionata.